I personaggi di Follis: Loris e Gonario

Nell’immaginario collettivo ogni paese ha il suo postino e quindi anche Follis ne ha uno, Loris.
La sua lingua biforcuta porta notizie in ogni angolo, non stancandosi mai. Lavoratore energico, ostinato e senza peli sulla lingua, è molto amico di Zuncheddu e Ignazia e si ritrova spesso in piazza con loro per parlare del più e del meno.

Anche lui vittima della maledizione che si avviluppa intorno a tutte le menti degli abitanti di Follis non riesce ad avere piena coscienza di ciò che gli avviene intorno; è vero, a volte sembra sapere, nel suo profondo, quale sia la sua condizione. Questa mezza verità, questo spiraglio sul mondo reale lo spaventa rendendolo indifeso e innocente a dispetto della sua tenacia e caparbietà. Il non-senso che alberga a Follis però è la normalità e alla luce di questo anche il dubbio più atroce riguardo alla propria esistenza svanisce, si scioglie. Loris vive così, tra le sue lettere e i suoi telegrammi, completamente immerso nel suo mondo di impegni, attaccato alla sua borsa e al suo cappello. È dolce, fidato e leale.

Un altro buonissimo amico di Loris è il temibile Gonario, il macellaio dalle maniere brusche. Loris e Gonario sono l’uno l’opposto dell’altro: dove Loris è ingenuo e indifeso, Gonario è smaliziato e irruento. Le sue parole arrivano dirette, quasi prepotenti. Si aggira a passi decisi per le strade del paese: è concreto, rustico, pragmatico. I suoi attrezzi hanno modellato il suo carattere insieme alla carne da vendere, rendendolo netto e definitivo; solido e pesante come una bistecca.

A Follis sono molte le coppie le cui metà sono inseparabili anche quando i caratteri dell’una e dell’altra sono incompatibili e stonati. Forse perché i poli opposti si attraggono? Può darsi.
In fin dei conti sono proprio le coppie di diversi quelle che si amano follemente, il giorno e la notte, il bianco e il nero…

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